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USA. La riforma sanitaria di Obama è in bilico


L’idea che si fa strada è che ormai la battaglia per ottenere una nuova assicurazione sanitaria pubblica sia definitivamente perduta.


Lo ammette con rassegnazione uno dei principali sostenitori di questa opzione, Paul Krugman in un editoriale del New York Times.

Il giorno 9 settembre Barak Obama ha rivolto un discorso sulla riforma sanitaria al Congresso a Camere riunite. Una modalità di comunicazione del Presidente degli Stati Uniti particolarmente eccezionale e solenne, usata in passato in occasioni drammatiche, come l’annuncio di una guerra. Alcune battute del discorso – durato circa 50 minuti – danno l’idea della gravità del momento e dell’alta posta in gioco.


“Stasera io torno a parlare di un problema che è centrale per il futuro dell’America, la questione dell’assistenza sanitaria. Io non sono certamente il primo Presidente ad affrontare questo affare, ma sono determinato ad essere l’ultimo”.
“Il nostro fallimento collettivo nell’affrontare e risolvere la sfida (di una copertura sanitaria universale, ndr) – anno dopo anno, decennio dopo decennio – ci ha condotto a un punto di rottura. Ognuno è in grado di comprendere la straordinaria sofferenza di chi è senza assicurazione sanitaria, di chi vive nel terrore che un incidente o una malattia lo possa trascinare nella bancarotta. Questi non sono principalmente persone povere, assistite dai servizi sociali. Questi sono middle-class Americans. Qualcuno non riesce ad ottenere l’assicurazione nel posto di lavoro. Altri sono lavoratori autonomi che non si possono permettere l’assicurazione, perché a loro costa tre volte di più rispetto a un lavoratore dipendente. Molti altri Americani, che vorrebbero assicurarsi e che potrebbero pagare, si vedono rifiutata l’assicurazione a causa di malattie pregresse o perché portatori di condizioni che le compagnie assicurative considerano troppo rischiose.”
“Noi siamo l’unica democrazia avanzata nella Terra – l’unica nazione con alto reddito pro-capite – che infligge una simile sofferenza a milioni di suoi cittadini. Ci sono oggi più di trenta milioni di Americani che non riescono a ottenere la copertura assicurativa. Nell’arco di due anni un Americano su tre ha la probabilità di trovarsi senza assicurazione sanitaria per un certo periodo. E ogni giorno 14.000 Americani perdono (anche a causa della crisi economica, ndr) la loro copertura assicurativa. In altre parole il disastro può capitare a tutti”.

Qual è la situazione dopo il discorso del 9 settembre?
I Repubblicani sembrano aver definitivamente chiuso ai Democratici, rinunciando a qualsiasi compromesso e soluzione bipartisan. A riprova di ciò da segnalare la prima grande contestazione al Presidente, fortemente sostenuta da esponenti Repubblicani: una manifestazione popolare, variopinta, patriottica e dai toni radicali (e non priva di suggestioni razziste, vedi foto) che si è tenuta tre giorni dopo, il 12 settembre, a Washington davanti alla Casa Bianca. Gli slogan erano del tipo: “Stalin riprenditi i nostri politici”, “Gesù è il messia, non Obama”, “La sanità di Obama ci renderà malati”, e infine “Più libertà, non più tasse”.

Leggi l’articolo completo “Obama. La riforma in bilico”


Da: SALUTEINTERNAZIONALE.info

Pubblicato da Redazione, giovedì 24 settembre 2009 alle 10:36.

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